Storia dell`alpinismo in Abruzzo (S. Ardito)

A cura di Serena Peri

Serata “appenninica” con Stefano Ardito e Roberto Iannilli Il primo incontro del 2015 è – lo avevamo preannunciato -…Ardito! Stefano, assieme all’amico alpinista Roberto Iannilli, ci viene a raccontare pezzi di storia delle scalate in Appennino, contenute nel suo libro Storia dell’alpinismo in Abruzzo. Con l’occasione, in quella serata, conosciamo anche Giacinto Damiani, il giovane editore, che quella sera viene per noi direttamente da Teramo: la sua casa editrice (Ricerche & Redazioni) ha pubblicato il volume di Stefano. Con un corredo di fotografie che presentano i protagonisti, dai più antichi ai più recenti, di 450 anni di storia delle esplorazioni sulle montagne abruzzesi , l’autore racconta , scambiandosi ogni tanto la voce con quella di Roberto, aneddoti, storie grandi e piccole, personaggi conosciuti e meno conosciuti, i cui passi – spesso in verticale, ma non solo – hanno segnato nel corso degli anni la roccia di montagne a noi care da sempre. “Storie di uomini e di montagne”, ma anche di parchi, di animali, di lotte per l’ambiente, di abitudini e modi di vivere, di climi , di sentieri e di memorie. Le tantissime nuove vie aperte sul Gran Sasso da Roberto si sommano alle vie che costellano il nostro Appennino, alla costruzione dei principali rifugi, alle imprese in tutte le stagioni, ai rischi connessi con le imprese. Dalla escursione in quota, all’arrampicata “storica” e a quella moderna, allo sci estremo: passioni vere, in cui i cuori le menti e i piedi di persone conosciute ( decisamente emozionante per molti la possibilità di riconoscere, nella carrellata di Stefano, i volti di alpinisti anche giovani conosciuti al CAI) sono come contenuti ormai nel DNA della nostre montagne più vicine. Una serata piena di calore, di affetto e di condivisione: un buon modo, certamente, per iniziare il 2015! Grazie agli ospiti, con cui il legame di amicizia è cresciuto e si è fatto … resistente! Glielo abbiamo detto, tradizionalmente, anche con la poesiola, che finiva così: Può esser grande o piccola la storia fatta da piedi e mani conosciuti: ma lascia impronta, traccia una memoria nelle passioni di cui siam vissuti.
Per questo ringraziamo i relatori amici di montagne e di animali che collegano i piedi ai loro cuori e in questo li sentiamo solidali! Stefano, grazie, di questa catena di vie sentieri rocce valli vette percorsa con curiosità serena direi quasi “per facili roccette”. Grazie, Roberto, che stasera, in piano, regali esperienza e simpatia: con Giovane Montagna, tu – romano ¬hai oggi aperto una nuova via!

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