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Aggiornamento sicurezza e autosoccorso in alpinismo

29 settembre - 30 settembre

Sicurezza ed autosoccorso in alpinismo facile\classico

 Gruppo degli Zucchi – Piani di Bobbio  LC  29-30 settembre 2018

 Introduzione

 Il livello dell’alpinismo di difficoltà è aumentato in modo esponenziale negli ultimi vent’anni trascinando con se anche una certa rivalutazione del cosiddetto terreno classico che spesso è ben più arduo di quanto dichiarato da relazioni e libri.

 Anche la definizione di terreno facile si presta a mille considerazioni dovute alle qualità individuali dell’alpinista, alle caratteristiche ambientali nel momento della salita, al materiale di sicurezza lungo la via di salita.

 Questa variabilità di situazioni unita rende il cosiddetto alpinismo facile o classico un esercizio tutt’altro che banale dove – paradossalmente- l’alpinista dovrebbe avere un buon bagaglio in termini di capacità di valutazione, esperienza, allenamento, capacità di muoversi tra opzioni e scelte diverse in una continua gestione del rischio prevalente.

 Il tutto, evidentemente, senza trascurare il fattore tempo anch’esso legato alla sicurezza e tenendo conto che gli itinerari classici \facili sono spesso più lunghi, articolati oppure rappresentano la via di discesa d itinerari più impegnativi.

 Su questi terreni le modalità di gestione della corda, delle protezioni, del movimento della cordata possono essere totalmente diversi da quelli dell’arrampicata su roccia e ghiaccio fortemente inclinati o addirittura in falesia.

 E’ il regno della progressione in conserva dove in realtà non esiste un modo di procedere ma una famiglia di tecniche che vanno conosciute ed utilizzate durante la salita scegliendo al momento giusto la cosa giusta per ottimizzare velocità e sicurezza.

 Scopo di questo appuntamento è quello di illustrare e provare sul campo le procedure nonché l’applicazione di tecniche speciali di autosoccorso che, come avviene in scialpinismo, devono essere possedute dagli alpinisti per porre rimedio a situazioni di emergenza che non possono essere risolte attendendo il soccorso organizzato ma devono essere affrontate in primis dalla cordata per alleggerire situazioni di rischio più o meno importante.

 Finalità,

Aumentare la capacità di movimento su terreno alpinistico nonché la capacità di gestire emergenze in un quadro ambientale – quello alpinistico- generalmente ostile ed in cui la sicurezza della cordata è molto legata alla velocità ed efficacia di progressione nonché alla rapidità con cui si adottano misure di emergenza

 Obiettivi

L’obiettivo principale è aggiornare le conoscenze delle tecniche idonee per gestire la progressione individuale su terreno classico: dalla progressione in conserva a quella a tiri passando per diversi gradi in cui la corretta valutazione del rischio prevalente fa la differenza. Inoltre formare sulle principali tecniche di autosoccorso che dovrebbero essere presenti nel bagaglio degli alpinisti.

 Contenuti

Formazione teorico-pratico sulle tecniche di progressione in conserva, le legature, la gestione della cordata a due e tre componenti, gli ancoraggi naturali, mobili e fissi, Manovre di autosoccorso e di emergenza nella cordata: recuperi, paranchi, calate di emergenza, con test pratici. Movimento della cordata, cambi di assetto tra salita e discesa.

 Logistica

Per consentire di approfondire le basi tecniche e le procedure il primo giorno sarà impiegato a prove a secco e su brevi tratti di salita\discesa\arrampicata nonché alle tecniche di autosoccorso più importanti connesse con i tipo di terreno oggetto delle giornate. La cerchia di montagne intorno al rifugio Lecco (gruppo degli Zucchi con i noti Zucco di Campello e dell’Angelone) è ideale sia per varietà di situazioni che per il rapido approccio (20-40 min. dal rifugio). L’ambiente è addomesticato dalla vicinanza del rifugio e della funivia ma le pareti culminano ad oltre duemila metri.

 Il secondo giorno si percorrerà un itinerario classico (o due a seconda del numero di partecipanti), la cresta Ongania allo Zucco di Pesciola lunga circa 400 m su un dislivello di 170 e difficoltà AD con max IV grado in arrampicata. Dunque un buon esempio di itinerario classico ove sperimentare le diverse configurazioni della cordata definite il giorno precedente: compresa la rapidità, data l’esigenza di prendere la funivia di ritorno in tempo utile (ma in caso di guai si scende a piedi n circa 1 ora).

 Località

Prealpi Lariane- Valsassina. Base logistica: Rifugio Gran Baita (1750 mslm) località Piani di Bobbio, Barzio (LC).

Mezza pensione al costo di 35 euro\pax

Materiale occorrente

Normale da alpinismo  su roccia (imbragatura, casco) comprendente corda singola di lunghezza non inferiore a 50 m, moschettoni liberi a ghiera, rinvii (max 10), protezioni veloci (nuts e friends, discensore, assicuratore dinamico, fettucce e cordini (solo omologati, fettucce cucite e cordini kevlar), eventualmente chiodi e martello, scarpette d’arrampicata facoltative (i due giorni saranno svolti in situazioni ove si arrampica con scarponi o scarpe da avvicinamento con suola idonea all’arrampicata su terreni facili). Zaino max 30 l e le dotazioni personali e di sicurezza standard.

 Ritrovo

Ore 8,00 di sabato 29 novembre alla biglietteria della cabinovia per i Piani di Bobbio. Prima corsa ore 8.30, costo biglietto a\r 12 euro.

Dettagli

Inizio:
29 settembre
Fine:
30 settembre
Categorie Evento:
,

Organizzatore

C.C.A.S.A.

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