ODE AD ALBERTO


Quei che s'avanza è'n baldo soldato, 
Vien dall'oriente, non monta destrier,
Di sotto l'alto cimiero piumato
cela un granitico e candido ardor.

Fiero lo sguardo, la fronte crucciata
Sparge all'intorno nell'aer smarrito
quell' incrollabile sua volontà.

Lungo 'l sentiero pe'l sacro Sacello
Lui più d'ogn'altro il sangue versò.
Più volte la via d' umor ha irrorato
E poi molte fiate in suo grembo posò.

Fu quella volta, regnava Alarico
Quando l'ardito il cammino iniziò
E da quel tempo con animo amico
Millanta fedeli a Roma guidò

Tra la sua cerchia nessun s'è salvato
Magari in barella m'a Roma arrivò
Ed ora per Lui ogn'animo è grato
Se 'n po' di riposo alfin ritrovò.

M'ahimè ogni stasi, sia pur la più lieta
Benchè sia gradita, non deve durar
Raccolte le membra, la fronte asciugata
Già pria di compieta si deve riandar

Con lena accresciuta ripunta alla meta
Ov'affranto ma fiero al cospetto di Pietro
In ginocchio cadrà.

Nel noto percorso Lui ha sempre lottato.
A mostri feroci la testa troncò
Quaranta dragoni col foco ha bruciato
Di streghe e di maghi gl'arcani svelò.

Tant'altriaffanni, quant'altri dolori
Ed ogni cinica e turpe empietà
Non gli pervenne da Turchi o da Mori
Ma da quei perfidi demoni alati

Che solo 'n volgo oppresso e stregato
Assegna nel ruolo di biechi assessori.
Con mille promesse il vuoto han riempito
Ch'ahimè l'evidenza sì presto sgonfiò.

Ma jene e assessori, diavoli e streghe
Fiaccarlo nell'animo provarono invan
Indarno bufere e asperrime beghe
Sul prode romeo s'abbattono ognor

Poiché s'egli cade ben presto risorge.
Con mano dolente riassesta il cilicio
Col fido bordon dal suolo si rierge,
La fronte velata di rorido umor.

La nube si squarcia 'na man si protende
Con morbido drappo gl'asciuga 'l sudor
Un volto ridente le braccia a Lui tende
Gl'infonde coraggio e sacro furor.

Al fin della storia il mistero è svelato.
Chi è quel pio nume che in alto dal cielo
In ogni occasione il cammin gl'ha indicato?

Per Lui s'è mostrato ben più che un amico.
Da mille perigli ed insidie il salvò.
Ma altri Ei non è se non Sigerico
Che dopo mill'anni in Lui s'incarnò!

Per questo l'Alberto or'indossa un bel manto
Di splendida Mitra s'è cinto la fronte
L'antico bordone ha posato in un canto
Ed col Pastorale riprende il cammin.


A inizio testo A inizio testo  

A menu racconti